
Fuori dal Tempo di ogni giorno, che lasciamo fuori dalla porta quando entriamo in sala.
Fuori Tempo come i film proposti, realizzati in anni lontani tra loro: ognuno sembra aver catturato dal suo Tempo un’essenza che resiste, capace di scuotere ancora i nostri pensieri. Concediamoci il privilegio dell’anacronismo e della persistenza di mondi che vediamo arrivare da lontano e che ci sorprendono per quanto ci sono vicini.
Fuori Tempo, leggermente sfasati, non allineati, anomali; se vogliamo, anche un pizzico fuori tonalità, gustiamoci il fascino del mezzo tono, la libertà del fretless.
E così il Tempo del festival non è più lineare ma fatto di sbalzi, risonanze, ritorni, divagazioni, aberrazioni.
Ci troveremo insieme davanti allo schermo per godere del rito della proiezione collettiva. Qualche lieve scossa ricorderà a ognuno di noi che una corrente scorre tra tutti i presenti in sala; un brivido simultaneo ci segnalerà che anche i nostri pensieri e le nostre sensazioni si nutrono di quelli dei nostri vicini e ampliano il nostro respiro.
E quando lasceremo la sala, forse scopriremo con un sorriso che il Tempo, fuori, si è trasformato, non sarà mai più quello che abbiamo lasciato ad aspettarci all’ingresso.
Giuseppe Casu
Direttore artistico